Hard-bop

A partire del linguaggio bebop e dal rhythm ‘n blues contemporaneo il jazz riscopre le radici africane. Da qui discende il rinnovato interesse per il blues, il gospel, il soul e per una componente africana che spesso è il frutto di una riscrittura della tradizione. Il quintetto di Horace Silver e i Jazz Messengers di Art Blakey ne sono tra i principali esponenti, insieme a Clifford Brown e Max Roach, Lee Morgan, Sonny Rollins e al Miles Davis Quintet con Coltrane, che contribuiranno grandemente alla definizione e diffusione del genere.
Il sax tenore rimpiazza il sax contralto nella frontline del quintetto, il taglio di organico più usato, anche grazie alla presenza sulla scena di colossi dello strumento come Coltrane e Rollins. I brani sono composizioni originali, la frontline suona in armonia e non all’unisono come quasi sempre nel bebop e vi è un utilizzo marcato di obbligati nella sezione ritmica, che swinga con un drive decisamente più contemporaneo. In particolare i Jazz Messengers di Art Blakey si riveleranno un gruppo molto longevo che farà da incubatore per numerosi talenti del jazz, non ultimi Wynton Marsalis e Keith Jarret, e influenzerà anche così il panorama jazzistico dei successivi trentacinque anni almeno.

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